Verso Fiorentina-Spal, il ricordo di Antonio...

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Nel 1959 la Fiorentina arrivò seconda per il terzo anno consecutivo. Enrico Befani, per tornare a vincere, fece la rivoluzione: nuovi i terzini, Robotti e Castelletti; nuovo lo stopper, spostando al centro della difesa il terzino Cervato; tutto nuovo l'attacco: via Julinho, ormai rapito dalla ''saudade'', Prini e Bizzarri, che avevano fatto il proprio tempo, e pure Virgili, in crisi a soli 23 anni e ceduto al Torino da cui arrivava l'ala Petris, stella della Triestina. La “chicca” era Kurt Hamrin, pagato caro alla Juventus per far dimenticare l'ala brasiliana. Novità anche in panchina: restò Luigi Ferrero, mentre il ruolo di allenatore passava da Bernardini (ingaggiato dalla Lazio) a Lajos Czeizler, reduce dalla collaborazione con Gaynor alla guida della Svezia seconda al Mondiale. Il progetto era chiaro: Sarti in porta, Robotti e Castelletti terzini, Cervato stopper, con Chiappella e Segato mediani; a centrocampo, l'uomo ovunque Gratton (campione di sfortuna nella stagione precedente) e il classico Montuori, mentre in attacco si prospettava una formula con due ali di punta, Hamrin e Petris, e l'argentino Lojacono -atteso alla rinascita dopo i contrasti con Bernardini- centravanti arretrato. Ne uscì un complesso formidabile nell'undici di base, col torrenziale Montuori a colmare il vuoto al centro dell'attacco, ma carente nei rincalzi e comunque soggetto a logorio (soprattutto psicologico), quando nelle ultime partite vennero a mancare due capisaldi come Chiappella e lo stesso Monturi. Dopo la sconfitta casalinga con la Spal Befani licenziò Czeizler e affidò pieni poteri a Ferrero: colui che aveva già guidato la Viola dal 1947 al '52 e che condurrà anche gli estensi. A Campo di Marte allenò anche Egisto Pandolfini, altro doppio ex spallino come Sergio Cervato e Saul Malatrasi. Anche Sergio Carpanesi ha vestito entrambe le maglie. E in Fiorentina-Spal del 27 aprile 1958 Julinho realizzò l'ultima doppietta in maglia gigliata.

Scritto da Antonio Capotosto