UNA VIOLA BUONA A METÀ

UNA VIOLA BUONA A METÀ

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Una Fiorentina a metà. Buonissima nel primo tempo, capace di costruire gioco e creare occasioni da gol; brutta nella ripresa, senza equilibrio e poco pericolosa in avanti. E un risultato che, quindi, rispecchia a metà la gara vista al Franchi. Perché per almeno una cinquantina di minuti la Viola non avrebbe meritato lo svantaggio, ma poi, con l’ingresso di Kouame - lasciando in campo un Eysseric che nella ripresa non si è mai visto -, la squadra ha perso gli equilibri di cui l’allenatore parla spesso, finendo per facilitare l’Inter in quello che è il suo gioco: aspettare e ripartire. Peccato, perché con qualche scelta diversa forse il risultato sarebbe stato differente (il che, per intenderci, sottintende che Prandelli ha fatto scelte sorprendenti ma efficaci all’inizio, sbagliando poi i cambi o le tempistiche).

Detto tutto questo, è evidente come le partite da vincere non siano quelle con l’Inter, lapalissianamente superiore di un paio di categorie, così come è banale sottolineare il peso delle assenze in casa viola (Milenkovic, Castrovilli, Ribery...), perciò è forse sbagliato dare troppo peso alla sconfitta. Ciò che più conta è che ci sia contro le cosiddette medio-piccole l’atteggiamento visto ieri nel primo tempo: a partire da domenica prossima contro la Sampdoria. Sono quelle le gare che la Fiorentina non può sbagliare. Come approccio, e come risultato.

Articolo di Giacomo Cialdi