TANTI AUGURI, MARIO!

TANTI AUGURI, MARIO!

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Compie oggi 60 anni Mario Faccenda, ex difensore della Fiorentina dal 1989 al 1994. Per l'occasione, facendogli tantissimi auguri, l'Associazione Glorie Viola lo ha contattato scambiandoci due chiacchiere sulla sua Fiorentina e su quella di oggi.


Faccenda, cosa la lega a Firenze e alla Fiorentina, lei che in carriera ha cambiato diverse casacche?

«La Fiorentina per me è stata il salto di qualità, la consacrazione. Prima della Viola avevo giocato con Latina, Genoa, Pisa... tutte realtà minori rispetto a Firenze. Arrivato in riva all'Arno, poi, mi sono innamorato di questa città e della sua gente. Al punto da diventare fiorentino, vivere qui, farmi qui gli amici. Insomma: la Fiorentina è la mia squadra, Firenze la mia città».


In viola ha vissuto cinque stagioni: qual è stato il momento più bello? E quello più brutto?

«Arrivai a Firenze nell'89 pieno di entusiasmo e con la voglia di dimostrare il mio valore, ma fisicamente stavo male: venivo da un infortunio e faticavo a tornare al massimo della forma, ci fu anche una espulsione in Coppa Uefa... Ecco, quei tre/quattro mesi iniziali sono stati i più difficili, e quindi i più brutti, della mia esperienza alla Fiorentina. Dopodiché, sono stati anni bellissimi, vissuti con una maglia prestigiosa e insieme a compagni fantastici, uno su tutti Batistuta. Non riesco ad isolare il momento più bello».


Veniamo all'attualità. Che Fiorentina le sembra quest'anno?

«Una Fiorentina discreta! Contrariamente a quando dicono alcuni, guardo la rosa e penso che è ottima, che ci sono grandi individualità, talenti dal sicuro avvenire. A mio parere siamo di fronte ad una squadra molto competitiva. Purtroppo fino ad ora ci sono stati dei problemi, abbiamo visto tanti alti e bassi. Il fatto che Beppe Iachini sia stato messo in discussione fin dall'inizio, poi, non ha facilitato il compito dell'allenatore e la stagione viola».


Adesso c'è Prandelli: crede sia l'uomo giusto nel posto giusto?

«Penso proprio di sì. Cesare ormai è un fiorentino d'adozione, vive qui e ama la città, è tifoso viola ed è un grande allenatore. Ha tutto per rimettere a posto la squadra e fare bene. Per prima cosa dovrà cercare di ricreare un certo entusiasmo. Poi, servirà individuare un centravanti titolare e dargli fiducia: l'attaccante deve giocare con continuità per rendere a dovere. Ma sarà l'aspetto psicologico quello da curare con maggior cura».


Da ex difensore, come valuta la retroguardia viola?

«A livello di singoli, ottima. Il problema secondo me sta nel reparto, nell'intesa, nei movimenti corali. Prandelli dovrà esser bravo a perfezionare il meccanismo dei movimenti. E in questo sarà fondamentale il capitano, German Pezzella: quando lui è in campo, la difesa è più solida».


Intervista di Giacomo Cialdi