Rassegna stampa: la Fiorentina sui quotidiani in edicola

Rassegna stampa: la Fiorentina sui quotidiani in edicola

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Questa la rassegna stampa dei principali quotidiani sportivi questa mattina in edicola: per quanto riguarda la Fiorentina, tiene ovviamente banco il caso Federico Chiesa.

La Gazzetta dello Sport dedica alla questione gli spazi a pagina 2 e 3. Partendo dalla ricostruzione dei fatti, con il giocatore che – tornato dai 90' con gol in nazionale – in allenamento da martedì ha iniziato a palesare fastidi agli adduttori, fino al riscaldamento in quel di Verona e quel "non me la sento di entrare" rivolto al tecnico Vincenzo Montella. Da ieri il ragazzo, presentatosi in gruppo, segue un percorso personalizzato che lo vedrà rientrare infine domani a pieno regime. In casa Fiorentina, intorno a Natale, sarà presentata una ricca proposta di rinnovo dal Ds Pradè e, qualora fosse rifiutata, poi non resterebbe altro che mettere sul mercato il ragazzo, si legge sulla rosea. Cosa farà la famiglia? Enrico, che non segue le partite di suo figlio da qualche tempo (un segnale non esattamente positivo), potrebbe anche decidere di affidarsi ad un grande procuratore. In questo momento, sul mercato, ci sarebbe l'Inter con maggiore bisogno, ma senza riuscire a mettere almeno 70 milioni di euro per gennaio, il discorso è da rimandare a giugno. I viola mettono la Juventus in ultima fila, e sono disposti anche a cedere Chiesa alle big d'Europa, ma in ballo c'è anche una promessa dello stesso Chiesa, Enrico, con la dirigenza bianconera.

All'interno de Il Corriere dello Sport – Stadio si trova un editoriale a firma di Alberto Polverosi nel quale si legge che adesso, allo stato attuale della vicenda, il giocatore è alle strette. Adesso deve chiarire, e non può più sottrarsi, visto che il suo allenatore Vincenzo Montella, nel commentare ai microfoni del post-partita il ko di Verona, ha aggiunto "mentalmente" al "fisicamente", aprendo lui stesso la questione. Se veramente Chiesa pensa ancora alle sirene estive della Juventus, è impensabile arrivare così alla fine della stagione. E se c'è qualcuno che può risolvere il momento è lo stesso calciatore, in silenzio però da mesi sul tema. Così facendo, con così poca chiarezza, gioca contro se stesso ma anche contro la Fiorentina.

Questa La Nazione: domani il presidente Rocco Commisso torna a Firenze, e probabilmente al primissimo posto della sua agenda c'è questa situazione da risolvere, visto che i problemi fisici di Verona hanno riaperto la crepa della conferma forzata avvenuta in estate. Adesso ha due possibilità davanti a sé: fare la voce grossa, forte di un contratto che comunque scade nel 2022, oppure cercare la via della mediazione e dell'aumento d'ingaggio, portando Chiesa (1,8 milioni annui) sui livelli di Ribery (4). In ogni caso rimangono alla porta Juventus, Inter e i grandi club europei.

Sulle pagine dell'edizione fiorentina di Repubblica, si trova un editoriale a firma di Benedetto Ferrara. L'autore racconta il caso Chiesa con due figure opposte: da una parte c'è un allenatore confuso, dall'altra un attaccante scontento. Eliminare la parte del "non detto" è tutto, visto che le cose sono piuttosto chiare, e che di mezzo c'è la Fiorentina. Non solo però le colpe del tecnico, soprattutto su certe falle del gioco, ma anche quelle della società, viste alcune eredità imbarazzanti come quelle di Cristoforo, Dabo ed Eysseric. E poi c'è Pedro... O meglio, ci sarebbe, anche se al tecnico non tange granché. Ma per prima cosa, ora che tornerà a Firenze, Rocco Commisso deve trovare il modo di parlare con suo padre Enrico, anche perché gennaio è alle porte e ritrovare l'entusiasmo, in realtà, non sembra proprio una missione così impossibile.

Sulle pagine de Il Corriere Fiorentino, invece, c'è un editoriale a firma Ernesto Poesio. Con la nuova proprietà, si legge, sono cambiate le coordinate verso cui indirizzare le proprie frustrazioni per la tifoseria della Fiorentina. E se prima i colpevoli sedevano sempre in tribuna (Della Valle, Corvino, Cognigni) adesso il dito è invece puntato contro il campo. Gli annunci di inizio anno, accettati, stanno prendendo forma e i due che al momento stanno passando maggiormente da colpevoli (Chiesa e Montella) sono frutto di scelte estive presidenziali. Il caso Chiesa, in particolare, è paradossale. "Sarà una bandiera", aveva detto Commisso. Una di quelle a mezz'asta, pronte a volar via alla prima folata di vento. Commisso ha sempre sostenuto di voler imparare in fretta, tanto che l'autore dell'articolo gli consiglia di farlo "fast, fast, fast".