NARDELLA: “STADIO NON È PRIORITÀ. COMMISSO...”

NARDELLA: “STADIO NON È PRIORITÀ. COMMISSO...”

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Il Sindaco di Firenze Dario Nardella è intervenuto questa mattina ai microfoni di “Lady Radio” partendo dall’appello alle scuole: “Abbiamo trascurato troppo i nostri bambini e i nostri ragazzi. A loro modo hanno chiesto di essere compresi e hanno sofferto l’assenza della scuola. Quindi dico, cosa costa riaprire la scuola almeno l’ultimo giorno? Un gesto simbolico dopo che è stato riaperto tutto. Sarebbe un modo di dare un senso al tutto. I presidi possono prendersi per un giorno la responsabilità di garantire la sicurezza. Chi lavora in fabbrica non è preoccupato della sua salute? I presidi e gli insegnanti facciano un passo indietro. Non è possibile che la scuola sia l’ultima cosa a cui si pensa. I bambini già vanno ai parchi”.

Sui centri estivi: “ Saranno fatti di sicuro dopo il 10 Giugno. Lo faremo anche per aiutare le società sportive e non solo. Tutta quella rete di associazionismo che è stato colpito da questo periodo. Privilegeremo i luoghi all’aperto e saranno di supporto alle famiglie”.

Sui nidi: “E’ una richiesta che ho fatto sia alla Ministra Bonetti che Azzolini. Farò ancora questa richiesta perché i nidi sono una parte integrante dei servizi all’infanzia. Conte ha dimostrato sensibilità ma ora servono i fatti non solo le parole”.

Sul problema mezzi pubblici: “Non si tratta di far entrare tutti insieme ma sfalsati. Non lo vedo come un grande problema. E’ chiaro che qui se ogni aspetto diventa un problema si va da poche parti. Si dà il messaggio che riaprire i teatri, i cinema ecc è importante, la scuola è secondaria. Serve, lo ribadisco, per dire che questo anno si è chiuso”.

Sulla movida: “Era prevedibile che una volta aperto tutto succedessero queste cose. L’unica cosa a cui appellarsi è il senso di responsabilità. Non si può mettere una guardia per ogni persona. A Firenze sperimenteremo il contingentamento per l’ingresso nelle strade e nelle piazze. Le guardie civiche sono un bluff. Noi non abbiamo bisogno delle guardie civiche ma dobbiamo attingere alla rete del volontariato. Se ci si affida a loro bene, altrimenti è solo lotta politica. La gente ha bisogno di risposte concrete, non certo di parole”.

Riaperture a Giugno: “Dobbiamo fare scelte difficili. Nelle casse del comune di Firenze non è entrato un euro. Non abbiamo fatto multe, non abbiamo riscosso tasse, ma abbiamo continuato a spendere nella pulizia nella città, nel taglio dell’erba, nell’aiuto degli anziani. Io soffro a non poter aprire i musei ma abbiamo bisogno del Governo. Domani dirrò con più chiarezza cosa ripartirà. L’idea di spengere i lampioni resta viva. Noi sindaci siamo lasciati soli. Ci scaricano addosso la movida, gli oneri burocratici e amministrativi, il problema delle guardie civiche. Siamo al limite della sostenibilità. Non possono continuare a scaricare addosso ai sindaci le contraddizioni del sistema politico nazionale”.

Sul nuovo stadio: “Vorrei essere molto chiaro. Non commento retroscena o rumors perché non è utile e efficace. Giudico e valuto solo atti e dichiarazioni ufficiali. Confermo la mia linea che è quella di lavorare con tutti gli strumenti a mia disposizione per fare delle ristrutturazioni importanti di stadi che sono monumenti storici. Non c’è solo Firenze, ma anche Roma, Bologna e San Siro. L’Italia è troppo oberata da burocrazia e vincoli. Qualunque sia la decisione della proprietà io devo garantire la tutela del Franchi. Posso lavorare con il Governo per cambiare le regole, tra qualche giorno arriverà il decreto semplificazione. A Milano ci sono titoli sui giornali ma nessun fatto. Io devo solo rispettare e onorare la storia della Fiorentina. Una ristrutturazione del Franchi deve tenere conto del contesto, parliamo di una zona che deve essere valorizzata. Non vedo perché il restyling del Franchi non possa non essere accompagnata da un miglioramento della zona. Non serve a niente costruire stadi nuovi se non si riesce a ristrutturare gli stadi vecchi. La storia di Firenze è legata a quella della Fiorentina. Da sindaco di Firenze non posso guardare a una sola opera, ma anche a aereoporto, termovalorizzatore ecc... Finché non c’è un quadro di insieme per lo sviluppo dell’area metropolitana non si può parlare di un singolo aspetto. A Firenze c’è già uno stadio, una storia che è legata a Firenze. La stragrande maggioranza dei fiorentini è legata alla sua squadrà che è legata al nome di Firenze. Se diciamo che Firenze e la Fiorentina sono tutt’uno bisogna essere coerenti”.

Commisso? “Sono sempre dalla parte di chi vuole aiutare e investire in città. L’ho fatto con i Della Valle e lo farò con Commisso. Chi vuole aiutare Firenze e la Fiorentina avrà sempre il mio sostegno. Anche io sono dalla parte dei cittadini e dei tifosi, sono al di sopra dei partiti perché rappresento la città, sono stufo della burocrazia. I vincoli sono diventati inaccettabili. La cosa più importante adesso però non è lo stadio ma la drammatica emergenza sanitaria e sociale che la città si trova a vivere”.

Sul campionato: “Spero che riparta non per le leggi del profitto e del business, ma per le leggi del tifo e della gioia sportiva. Da amministratore non posso che sperare che il campionato riprenda per giocatori e spettatori. Che non sia una farsa per l’interesse di qualcuno”.