Matteo: "Con la Roma una gara delicata. Pradè rimedi ai suoi errori. Chiesa..."

Matteo: "Con la Roma una gara delicata. Pradè rimedi ai suoi errori. Chiesa..."

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È il giorno di Fiorentina-Roma, gara tanto affascinante quanto delicata per Montella e i suoi ragazzi che, dopo un buon pareggio contro l'Inter, cercano conferme e punti nell'ultima gara dell'anno. Per parlare del match del Franchi e, in generale, dei temi di casa Viola, Alé Fiorentina ha intervistato Matteo, da anni abbonato in Tribuna laterale.


Che sensazioni hai per stasera?

«È una partita difficile perché la Roma è una bella squadra e a noi mancano due pedine importanti come Chiesa e Ribery, ma soprattutto è una gara delicata per la Fiorentina: in caso di sconfitta netta o di mancata prestazione, Montella rischierebbe di saltare. Contro l'Inter abbiamo visto una buona Viola, mi auguro possa replicare la gara di una settimana fa e fare punti. Sarebbe importante chiudere quest'anno deludente con una vittoria convincente».


Nel balletto "Montella sì, Montella no", tu da che parte stai?

«Francamente sono stato anche molto critico nei confronti del tecnico, perché non ci sono dubbi che abbia commesso degli errori. Detto questo, però, non vedo al momento delle alternative valide: Prandelli ha fatto la storia recente della Fiorentina e non lo rivorrei mai perché rischierebbe di rovinare quanto di bello ha lasciato nei nostri ricordi; Spalletti non verrebbe a stagione in corso; chi prendiamo, Iachini? Con tutto il rispetto per Beppe, ma mi tengo Montella».


Siamo quasi alla fine di dicembre, tra poco partirà la sessione invernale di calciomercato: cosa ti aspetti dal duo Pradè-Barone?

«Da Joe non mi aspetto niente, perché in termini di presenza, feeling con la tifoseria e chiarezza ha già fatto più di quanto potessi sperare. L'uomo che deve riscattarsi è Daniele Pradè: in estate ha speso abbastanza per giocatori che non hanno reso e adesso ci troviamo una squadra assolutamente non completa. Mi aspetto quindi che il Ds rimedi ai suoi errori. A mio modesto parere, servirebbero un difensore, due centrocampisti con piedi buoni ma di interdizione, e una punta al posto di Pedro, che personalmente manderei a giocare».


In conclusione ti chiedo una battuta sul futuro di Federico Chiesa.

«Intanto fammi dire che col senno di poi sarebbe stato meglio venderlo in estate, ma capisco Rocco e mi piace il segnale che ha voluto mandare alla città e agli altri club. Fatta questa premessa, penso che Chiesa se ne andrà a giugno, e detto sinceramente va bene così: il ragazzo si è dimostrato ancora immaturo, non capendo che a Firenze avrebbe potuto fare cose importanti. Come avvenuto in tantissimi molti altri casi, sarà il giocatore a pentirsi di aver lasciato la città più bella al mondo».


Intervista di Giacomo Cialdi