INFANTINO: "VOGLIAMO TIFOSI ALLO STADIO MA..."

INFANTINO: "VOGLIAMO TIFOSI ALLO STADIO MA..."

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Nel pomeriggio Gianni Infantino e Gabriele Gravina si sono incontrati e sono stati a colloquio prima con il Premier Giuseppe Conte, poi in Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Di seguito le parole del numero uno della Fifa: "E' stato un grande piacere incontrare il Premier Conte. E' il mio primo viaggio ufficiale post Covid. Mi sembrava giusto dopo tutto che ha sofferto l'Italia iniziare i miei nuovi viaggi da qui. L'Italia ha saputo reagire con forza. Ci siamo però resi conto che ci sono cose più importanti del calcio, come la salute. L'Italia ha saputo reagire come paese e come movimento calcistico e i complimenti vanno a Gravina e non solo. La prima parola che ci ha detto Conte è stata "ripartenza" e in tal senso sarà importante anche il calcio. Sarà chiaramente un percorso graduale con la salute al primo posto ma pensando a come tornare alla normalità. L'Italia è un paese importante e deve avere un ruolo importante in Fifa".

A che punto siamo con la riapertura degli stadi? "E' chiaro che senza tifosi non è calcio, ma c'è la salute al primo posto. Dobbiamo capire cosa succederà in questo periodo dove si riprenderà a vivere a contatto con la gente. E' chiaro che deve essere il nostro obiettivo riportare i tifosi allo stadio, ma senza fissare termini e mettere pressioni. Lavoriamo con serietà al ritorno alla normalità".

Casi Covid in Nazionale. "La prima reazione è di preoccupazione, poi però si è visto che i protocolli ci sono e si continua a parlare del discorso spettatori. Bisogna capire quali sono le priorità. Dobbiamo imparare a convivere con questa situazione. Ci muoviamo tutti in un campo che non conosciamo".

La Fifa ha in mente un programma per il calcio di base? "Si parla sempre del calcio a livelli top e poco di quello di base. La nostra priorità è il calcio femminile, poi tutto quello di base. Con queste somme che noi diamo alle Federazioni in tutto il mondo cerchiamo di dare una mano al calcio giovanile, dilettantismo e femminile. Sappiamo che le cifre non sono sufficienti per il calcio super professionistico. Il nostro è un programma di aiuto che possiamo fare grazie alla situazione solida in cui si trova la FIFA. Ora dobbiamo pensare a tutti i paese che non hanno ripreso i propri campionati e per questo vogliamo incontrare i capi di governo".

C'è un piano di allargamento degli aiuti al calcio? "Per adesso ci fermiamo qui. Se necessario lo faremo"

Dopo i recenti impegni delle nazionali è tornato d'attualità il problema degli infortuni. Molti presidenti hanno espresso questo disappunto. Cosa ne pensa? "Esiste un'assicurazione da sette-otto anni. Fino ad oggi ha funzionato bene. Se non c'è l'infortunio non c'è la problematica. Ci sono stati degli infortuni e approfitto per mandare un grande abbraccio a Zaniolo per l'infortunio che ha subito, ma tornerà più forte di prima. Quando ci sono questi problemi ci si pongono delle domande come se è giusto o no giocare. Non ci sono risposte chiare, ma penso che dobbiamo imparare e pensare a come si può ridurre il numero di partite più in generale ma facendole più rilevanti dando maggiori giorni di recupero. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio ma ricordiamo che solo in Europa si è giocato. Bisogna riflettere anche su questo".

Come procede la preparazione al Mondiale del Qatar 2022? "Per i Mondiali in Qatar procede tutto benissimo, anche nella costruzione degli impianti. Il fatto che il Mondiale si svolta a dicembre 2022 ci dà ancora più respiro".

Sulle parole di Agnelli sulla perdita di soldi dei club a causa del Covid "Come Fifa siamo preoccupati per i club a livello mondiale. L'impatto economico nel calcio sarà enorme, forse più di 4 miliardi che corrisponde alla cifra in Europa. Bisogna vedere come affrontare tutto. Uno dei problemi è che non sappiamo quando si tornerà alla normalità". Dobbiamo riflettere sul futuro con il nuovo calendario internazionale del 2024 che andrà discusso quest'anno per capire come aiutare il calcio. Se ne esce sicuramente stando uniti".

Si aspettava che la UEFA ritardasse le partite di questi giorni? "No, sono iniziate le leghe e la Germania è stata tra le prime. L'UEFA ha svolto finali di Champions ed Europa. Significa solo che nel nostro continente c'è stata una risposta più immediata. Noi come FIFA dobbiamo considerare il mondo intero. Sicuramente ci saranno partite a livello mondiale durante le competizioni delle leghe europee perché dovremo recuperare questo periodo in cui non si è giocato".