IL TRIONFO DI MARIO

IL TRIONFO DI MARIO

294VISUALIZZAZIONI

Il 28 giugno 1975, esattamente quarantacinque anni fa, la Fiorentina conquistò la Coppa Italia per la quarta volta nella sua storia, sconfiggendo per 3-2 il Milan nella finalissima disputata a Roma. Il cammino che portò la Viola a disputare la finalissima fu piuttosto faticoso. Nella fase iniziale, la Fiorentina venne inserita in un girone assolutamente abbordabile, comprendente Palermo, Ternana, Alessandria, e Foggia, ma riuscì ad aggiudicarsi il primo posto (e quindi l'accesso alla fase successiva) soltanto grazie ad una sofferta vittoria contro il Foggia, nell'ultima partita del girone di qualificazione che si disputò sul campo neutro di Barletta il 22 settembre 1974. Nell'ulteriore fase a gironi, poi, la Fiorentina, inserita nel raggruppamento comprendente Napoli, Torino, e Roma, riuscì a conquistare il primo posto soltanto grazie alla migliore differenza reti rispetto al Torino. In questa fase a gironi la Viola, guidata da Mario Mazzoni, che aveva sostituito Nereo Rocco, dimessosi dall'incarico di allenatore al termine del Campionato, vinse tutte le partite casalinghe, praticando un gioco di buon livello, e mettendo in mostra un altro "gioiello" proveniente dal proprio settore giovanile, Paolo Rosi, che andava ad affiancare i già affermati Roggi, Guerini, Caso, Antognoni, e Desolati, in una squadra di grandi prospettive, che poi, purtroppo, naufragarono negli anni successivi a causa dei gravi infortuni subiti da Roggi e da Guerini (costretti addirittura ad interrompere la carriera), nonché da Desolati, un grande attaccante la cui carriera fu costantemente minata e condizionata da infortuni che ne limitarono fortemente il rendimento.


Nella finale di Roma del 28 giugno 1975, dunque, la Fiorentina incontrò il Milan, ed i favori del pronostico erano tutti per la squadra rossonera, che, oltretutto, aveva disputato un discreto Campionato, concluso al quinto posto nella classifica generale, mentre la Viola aveva disputato un Campionato del tutto anonimo, finendo all'ottavo posto, e con il solo "acuto" della travolgente vittoria contro la Juventus per 4-1 nella gara disputatasi a Firenze il giorno 11 maggio 1975. La Fiorentina scese in campo con la seguente formazione: Superchi, Beatrice, Roggi, Guerini, Pellegrini, Della Martira, Caso, Merlo, Casarsa, Antognoni, Desolati. La Viola dimostrò subito di essere in buona serata, e passò in vantaggio al quattordicesimo minuto con un rigore di Casarsa (calciato "da fermo", con il suo inconfondibile stile) decretato dall'arbitro Michelotti per un netto fallo subito da Caso nell'area milanista. Dopo pochi minuti, il Milan pareggiò con Bigon, che sfruttò un'imperdonabile leggerezza della difesa viola. Le due squadre andarono al riposo con il risultato di 1-1. Nel secondo tempo la Fiorentina si presentò in campo con Lelj al posto dell'infortunato Beatrice; ma la partita di Lelj durò meno di un minuto, a causa di un infortunio che lo costrinse a lasciare il campo. Fu così che l'allenatore viola Mazzoni inserì il giovane Paolo Rosi, mutando l'assetto tattico della squadra con un paio di mosse coraggiose ed intelligenti, che poi, a conti fatti, si rivelarono decisive. La Viola tornò in vantaggio al nono minuto del secondo tempo grazie ad una punizione dal limite dell'area calciata da Vincenzo Guerini, che trafisse imparabilmente Albertosi. Poi, dopo un palo colpito da Mimmo Caso, il Milan pareggiò al ventesimo minuto con un gol dell'ex Luciano Chiarugi, così impattando nuovamente la gara. Trascorsero appena due minuti e la Fiorentina tornò in vantaggio con uno splendido gol di Paolo Rosi, subentrato all'infortunato Lelj, che si incuneò fra Benetti ed Albertosi (e scusate se è poco...) per raccogliere il "cross" di Casarsa, e "girò" di testa con un vero e proprio colpo di magia, lasciando esterrefatto l'incolpevole portiere milanista. Da quel momento il risultato non cambiò più, e la Fiorentina, che nel finale sfiorò addirittura il quarto gol con il solito Rosi, vinse la partita, così conquistando la quarta Coppa Italia della sua storia. Finì in tripudio, con il trofeo consegnato dal Presidente Federale Artemio Franchi nelle mani del capitano viola Claudio Merlo, e con l'allenatore Mazzoni portato in trionfo dai suoi ragazzi; un giusto riconoscimento alla bravura di Mario Mazzoni, un uomo per tanti anni al servizio della Viola, sempre volontariamente lontano dai riflettori, e senza dubbio uno dei tecnici più seri, più capaci, e più affezionati alla Fiorentina nel corso della sua storia.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola