L’ULTIMA DI ANTONIO

L’ULTIMA DI ANTONIO

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Il 17 maggio 1987 si disputò a Firenze la partita Fiorentina-Atalanta, ultima giornata del Campionato 1986-1987. La Viola aveva raggiunto la matematica certezza della permanenza in Serie A grazie al pareggio conseguito la domenica precedente a Napoli, proprio nel giorno in cui i partenopei di Maradona ottennero la matematica certezza della conquista dello scudetto; l’Atalanta, invece, era in piena lotta per la salvezza, e non era padrona del proprio destino, che invece dipendeva anche dai risultati di Ascoli, Brescia, ed Empoli. Una sconfitta avrebbe però sicuramente condannato i ragazzi guidati da Nedo Sonetti alla retrocessione in Serie B. Non fu una bella partita. Nel primo tempo le due squadre si fronteggiarono a centrocampo, senza creare occasioni da gol; nella ripresa, invece, fu l’Atalanta a menare le danze, anche perché le notizie che provenivano dagli altri campi costrinsero gli orobici a tentare il tutto per tutto allo scopo di raggiungere la vittoria. Ed i bergamaschi, in effetti, crearono diverse occasioni da gol, che tuttavia, sia per errori sotto porta degli attaccanti neroazzurri, sia per alcuni strepitosi interventi del portiere della Fiorentina Landucci, quel giorno senza dubbio il migliore in campo, sia per episodi sfortunati (per tutti, un clamoroso palo colpito dall’atalantino Magrin a dieci minuti dal termine della gara con una punizione calciata da trenta metri), non si concretizzarono. Ed anzi, quando mancava ormai soltanto un minuto al termine della contesa, l’attaccante gigliato Alberto Di Chiara, subentrato a Nicola Berti da una quindicina di minuti, sfruttando un passaggio smarcante di Ramon Diaz, si involò sulla fascia sinistra e trafisse con un diagonale rasoterra l’incolpevole portiere atalantino Piotti, condannando definitivamente i bergamaschi alla retrocessione nella serie cadetta. Quel giorno, dunque, l’Atalanta salutò la Serie A, e salutarono la Fiorentina, disputando la loro ultima partita di Campionato con la maglia viola, tre vecchi campioni quali Maldera, Oriali, e Gentile. Anche l’allenatore Eugenio Bersellini sedette per l’ultima volta sulla panchina della Fiorentina. Ma soprattutto fu quella l’ultima partita di Campionato giocata in maglia viola da Giancarlo Antognoni, l’”Unico Dieci” di Firenze, dopo ben quindici anni di militanza nella Fiorentina.

"Antonio" giunse a Firenze da Asti nell’estate 1972, fece un “salto triplo” dalla Serie D alla Serie A senza nemmeno accorgersene, al suo esordio nella massima Serie, avvenuto a Verona il 15 ottobre 1972, stupì tutta l’Italia calcistica per la classe e l’eleganza, poi... fu soltanto Fiorentina e Nazionale italiana... Orgoglio di Firenze.

Si sapeva che quella partita Fiorentina-Atalanta sarebbe stata la sua ultima gara di Campionato con la maglia viola, si sapeva che non avrebbe proseguito la sua carriera indossando la maglia di altre squadre italiane, si sapeva che sarebbe andato a giocare per un paio di anni a Losanna, in Svizzera, e che poi sarebbe tornato nella “sua” Firenze e nella “sua” Fiorentina in qualità di dirigente. Ma tutto questo non attenuò il dispiacere dei fiorentini presenti allo Stadio, che mai avrebbero voluto che arrivasse quel giorno.

Appena terminò la partita non ci fu la pacifica e tradizionale invasione di campo da parte del pubblico di fede viola, ma ci fu, anzi, un “fuggi fuggi” generale, perché si scatenò un autentico diluvio. Anche il cielo di Firenze si lasciò andare, e pianse a dirotto per l’addio del suo figlio prediletto.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola