IL BULLONE DI RIGAMONTI

IL BULLONE DI RIGAMONTI

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Il 4 aprile 1976 era in programma la ventiquattresima giornata del Campionato 1975-1976, che vedeva la Fiorentina di Carletto Mazzone impegnata nella gara casalinga contro il Como. La Viola navigava in una anonima posizione di centro classifica, mentre la neopromossa squadra lariana si trovava nei “bassifondi”, e sembrava ormai condannata al ritorno in cadetteria.

L’approccio alla gara da parte della Fiorentina fu pessimo, anche a causa della buona disposizione tattica della squadra comasca, guidata dal giovane allenatore Osvaldo Bagnoli, che imbrigliò tutte le trame offensive degli atleti viola. E verso la fine del primo tempo il Como passò in vantaggio con un gol di Pozzato, fatto che scatenò la rabbia del pubblico fiorentino contro gli undici gigliati, che vennero subissati di fischi e di improperi. Feriti nell’orgoglio, i calciatori della Fiorentina si svegliarono, ed allo scadere della prima frazione di gioco pervennero al pareggio con un gol di Moreno Roggi, che raccolse un passaggio di Merlo e depositò il pallone nella porta incredibilmente sguarnita: infatti, il portiere comasco Rigamonti, fra lo stupore e lo sconcerto di tutti, era riverso sul terreno di gioco senza dare segni di vita. Il gol di Roggi era ovviamente validissimo, dato che non si era verificata in precedenza alcuna interruzione di gioco, ma l’arbitro Andreoli, al suo esordio nella massima Serie, inopinatamente, lo annullò (e questo grave errore costò assai caro al suddetto direttore di gara, che mai più venne chiamato ad arbitrare una gara di Serie A). Quanto a Rigamonti, inizialmente si pensò ad un malore, ma la realtà emerse quasi subito: sul terreno di gioco, in prossimità della porta difesa dal portiere lariano, furono rinvenuti alcuni dadi di bullone che, verosimilmente, erano stati scagliati con delle fionde da pochi facinorosi occupanti la Curva Fiesole, e che, con ogni probabilità, avevano colpito alla testa lo stesso Rigamonti, facendogli perdere i sensi. Il portiere comasco fu portato in barella negli spogliatoi, e non rientrò in campo per disputare il secondo tempo, venendo sostituito dal “dodicesimo” Tortora. Sugli spalti tutti intuirono che l’andamento della seconda frazione di gioco sarebbe stato puramente accademico, e che la gara sarebbe stata decisa “a tavolino” con un provvedimento del Giudice Sportivo. Ed infatti a nulla servì, nella ripresa, la goleada della Viola, che andò a segno con una doppietta di Desolati, con un gol di Bresciani, e con un autogol del comasco Renzo Rossi, vincendo - sul campo - l’incontro per 4-1: mercoledì 14 aprile 1976 il Giudice Sportivo, avvocato Alberto Barbè, sulla base di un referto medico che diagnosticava a Rigamonti una forte contusione ed una lacerazione alla testa, con tanto di prognosi di cinque giorni, riconoscendo la responsabilità oggettiva della Fiorentina, decretava la vittoria "a tavolino" del Como per 2-0.

I tifosi gigliati ci rimasero male, ma ancora peggio ci rimase un bambino di nove anni, Stefano Borgi, che quel giorno aveva fatto il suo esordio allo Stadio Comunale di Firenze in qualità di giovanissimo tifoso viola, e che, nel corso degli anni, sarebbe diventato un apprezzatissimo “reporter” delle vicende della squadra gigliata. Curiosamente, nella sua attività di giornalista, Stefano Borgi ha avuto modo di intervistare proprio il vecchio portiere del Como Rigamonti, con il quale, probabilmente, ha parlato “in privato” anche di quel famoso episodio del bullone; e chissà che lo stesso Rigamonti non abbia gli raccontato qualche particolare inedito e segreto di quella non edificante vicenda...

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola