CIAO KURT

CIAO KURT

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Il 13 luglio 1967 la Fiorentina ed il Milan perfezionarono un’importante operazione di “calciomercato”: Kurt Hamrin, capitano della Viola e simbolo della squadra gigliata, venne trasferito al Milan in cambio del brasiliano Amarildo, attaccante rossonero già campione del Mondo con la nazionale carioca nel torneo disputatosi in Cile nel 1962. Diciamo subito che la cosa – istintivamente – non piacque per niente ai tifosi della Fiorentina, perché Kurt Hamrin, oltre ad essere un grandissimo fuoriclasse, era stato ormai adottato dalla città di Firenze, sia per le sue eccellenti doti calcistiche, nonché per la sua lunga militanza in viola, per la sua signorilità, per la sua disponibilità, per la sua umiltà, e per il legame che egli aveva ormai instaurato con i fiorentini. Cosicchè Firenze – quando ebbe sentore del possibile trasferimento di Kurt – si mobilitò, e venne addirittura sottoscritta una petizione che fu presentata al Presidente della Fiorentina Nello Baglini affinché lo svedese restasse in maglia viola. Tale petizione, però, non sortì alcun effetto, e quando il 13 luglio 1967 venne ufficializzato il trasferimento di Kurt, la delusione fu enorme, tanto che qualcuno - fra cui il sottoscritto, all’epoca dei fatti bambino di dieci anni - pianse dal dispiacere. I fiorentini, comunque, assorbirono il colpo, ed ovviamente non addossarono alcuna colpa dell'accaduto ad Amarildo, del quale, peraltro, nessuno disconosceva le ottime qualità tecniche. Ed anzi, accettarono di buon grado il suo arrivo, tanto che nei primi giorni di agosto il “garoto” venne atteso alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella da centinaia di tifosi della Fiorentina che gli dettero il “benvenuto” con tutto l’affetto possibile immaginabile. La cosa colpì profondamente il brasiliano, il quale, non aspettandosi un’accoglienza così festosa, versò anche qualche lacrima di commozione. A conti fatti possiamo dire che lo scambio fra questi due fuoriclasse giovò ad entrambe le squadre. Infatti Kurt, negli anni successivi, vinse con la maglia rossonera vinse tutto quello che c’era da vincere (scudetto, Coppa delle Coppe, Coppa dei Campioni), ed Amarildo contribuì in maniera decisiva allo scudetto che la squadra viola conquistò nella stagione 1968-1969.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola