L'ALLIEVO ED IL MAESTRO

L'ALLIEVO ED IL MAESTRO

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Il 16 febbraio 1964 era in programma la quarta giornata del girone di ritorno del Campionato 1963-1964. La Fiorentina ospitava la capolista Bologna, che guidava in solitudine la classifica generale con un punto di vantaggio sul Milan e due sull'Inter; staccate di sei punti, ed appaiate al quarto posto, si trovavano Fiorentina e Juventus. La partita si giocò in una giornata fredda e soleggiata, dinanzi ad un'immensa cornice di pubblico (le cronache dell'epoca parlarono di sessantacinquemila spettatori). Si fronteggiarono per la prima volta, sulle rispettive panchine, Beppe Chiappella (allenatore della Fiorentina) e Fulvio Bernardini (allenatore del Bologna); il primo, colonna della difesa della squadra viola che conquistò lo scudetto nel Campionato 1955-1956, il secondo, allenatore di quella stessa grande squadra. Insomma, l'allievo ed il maestro. E quel giorno l'allievo tenne decisamente testa al maestro, ed anzi, lo mise seriamente in difficoltà. Infatti, la Viola produsse un grande gioco, mettendo alle corde il Bologna, nonostante gli infortuni subiti da Guarnacci e da Canella, che costrinsero la Fiorentina, praticamente, a concludere la gara in nove uomini (ricordiamo che a quel tempo non erano ammesse le sostituzioni). La Viola sfiorò ripetutamente il gol, che le fu negato soltanto dalle prodezze del portiere rossoblu Negri e da due traverse che salvarono lo stesso portiere rossoblu su altrettanti tiri dell'attaccante viola Can Bartu', un calciatore tanto talentuoso quanto discontinuo, quel giorno in grande spolvero.

Dopo pochi giorni il Bologna venne coinvolto nel famoso scandalo "doping", a seguito del quale furono squalificati l'allenatore Bernardini e quattro calciatori, con penalizzazione di tre punti nella classifica generale; provvedimenti che, di fatto, estromettevano i felsinei dalla lotta per lo scudetto. Si trattò, in realtà, di una fraudolenta macchinazione ordita ai danni della squadra rossoblu, che assunse ben presto i contorni legali, e dalla quale il Bologna uscì pulitissimo nel giro di poche settimane, con conseguente revoca delle squalifiche e restituzione dei tre punti in classifica. La giustizia, per fortuna, non si ottiene soltanto nelle aule di Tribunale: il Bologna conquistò lo scudetto sul campo nella gara di spareggio che si disputò a Roma il 7 giugno 1964, allorché sconfisse l'Inter per 2-0 con gol realizzati nel finale da Fogli e da Nielsen, anche grazie ad un capolavoro tattico del maestro Bernardini, che quel giorno fu davvero un mago, e che mandò in totale confusione l'allenatore dell'Inter, il presunto mago Helenio Herrera.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola