E RIMASERO... DESOLATI...

E RIMASERO... DESOLATI...

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Il 7 aprile 1973 si disputò a Firenze l'anticipo della gara Fiorentina-Juventus, valida per la ventiquattresima giornata del Campionato 1972-1973. La partita suddetta si giocò di sabato, al fine di favorire il maggiore recupero fisico dei calciatori juventini, che il mercoledì successivo 11 aprile avrebbero dovuto incontrare la squadra inglese del Derby Country nella gara di andata di semifinale della Coppa dei Campioni. La Juventus si stava giocando lo scudetto con il Milan e con la sorprendente neo-promossa Lazio, mentre la Viola veleggiava fra il quarto ed il quinto posto della classifica generale. La Fiorentina, guidata da Nils Liedholm, si presentò a questo importante appuntamento priva dell'infortunato Clerici, ed il "Barone" non ci stette a pensare molto a sostituirlo – al centro dell'attacco – con il giovanissimo Claudio Desolati, classe 1955, diciotto anni appena compiuti, centravanti della nazionale juniores, che stava facendo mirabilie nella squadra Primavera. Il pubblico era quello della grandi occasioni, lo stadio era veramente "sold out", con migliaia di tifosi bianconeri – per lo più toscani – che erano venuti in massa a sostenere la loro squadra del cuore. Il primo tempo se ne andò via senza grandi sussulti, con le due squadre prevalentemente intente a "studiarsi", e con il gioco per lo più ristagnante a centrocampo. Nella ripresa, invece, fu tutta un'altra musica. Al primo minuto il "bimbo" Desolati imbecca Saltutti, che si invola verso la porta difesa da Zoff e trafigge il portiere bianconero con un destro imparabile. Uno a zero ed entusiasmo alle stelle dei tifosi viola. A questo punto la Juventus comincia ad attaccare alla disperata ricerca del pareggio, ma la Fiorentina si difende bene e si rende pericolosa in contropiede. L'allenatore juventino Vycpalek manda in campo l'attaccante Bettega al posto del difensore Morini allo scopo di aumentare la spinta offensiva dei bianconeri, ma la Viola continua a "tenere" bene.

Poi, al settantottesimo minuto, l'arbitro Serafini concede alla Juventus un calcio di rigore molto dubbio (eh si, queste cose succedevano anche mezzo secolo fa...) per un fallo di mano di Roggi, apparso ai più del tutto involontario. Proteste dei calciatori gigliati, ma l'arbitro non recede dalla propria decisione. 

Tira Causio, che spiazza Superchi e regala il pareggio alla Juventus.

Partita finita? Nossignori.

A sei minuti dal termine della gara Merlo passa a Saltutti, che fa proseguire De Sisti, il quale serve in area il "bimbo" Desolati, che inventa una magia: con la freschezza dei suoi diciotto anni, con la classe di un campione, e con la freddezza di un veterano, il "bimbo" si libera di un difensore juventino, si presenta davanti al grande Zoff, e, per nulla intimorito od emozionato, lo mette a sedere con una finta, depositando poi il pallone nella porta ormai sguarnita. In campo, tutti i calciatori della Fiorentina saltarono addosso al "bimbo", sugli spalti furono baci ed abbracci fra i tifosi viola, mentre i supporter bianconeri rimasero... Desolati...

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazion Glorie Viola 


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