Commisso: “Vorrei giocatori bandiera. In Italia...”

Commisso: “Vorrei giocatori bandiera. In Italia...”

212VISUALIZZAZIONI

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso si è concesso ai microfoni de la Repubblica, a cominciare dagli errori arbitrali contro il Napoli: "Un brutto assaggio del calcio italiano. Credevo che la Var servisse a correggere gli errori, invece mi ha sorpreso che l'arbitro non sia andato a rivedere. L'accoglienza in Italia? Io sono diverso dagli altri presidenti: conosco la lingua, sono italiano, e non sono nipote del nonno o figlio di quello che sta in Cina. Io sono un nonno! E ho tante idee, oltre che ottimi rapporti con le banche di mezzo mondo. Quali le mie idee? Dobbiamo far crescere il brand Serie A fuori dall'Italia, ad esempio pensando a una sede distaccata della Lega calcio a New York. Se qualcosa mi ha sorpreso? I contratti, che sembrano non valere niente. E il troppo potere dei procuratori. Se un ragazzo gioca bene mi chiede subito un aumento, ma se gioca male nessuno mi chiede di abbassargli lo stipendio. Poi c'è chi vuole andar via, chi mi dice che è malato e non può giocare... Guardate il caso Icardi, è assurdo. Vorrei ci fossero i giocatori bandiera come un tempo. Federico Chiesa? Come avevo promesso ai tifosi non l'ho ceduto".

“La Juventus quest'anno ha fatto 450 milioni d'incassi e in sette anni ha quadruplicato le proprie azioni, dovremo fare altrettanto. Ma non ho intenzione di quotare in borsa la Fiorentina. Noi dobbiamo migliorare marketing e brand. Stadio e centro sportivo sono asset fondamentali per i ricavi, l'altro giorno ho letto che la Juventus ha un monte ingaggi di 250 milioni mentre noi di 50: come possiamo competere? Tetto agli ingaggi? Non sono favorevole, perché se fai bene devi andare avanti e se fai male vai giù. Il fair play finanziario? Va bene così com'è, altrimenti quelli tirano fuori i soldi dal pozzo e vincono tutto. Una regola ci vuole, non posso avere costi di 150 milioni con entrate di 100. Chi vince lo scudetto? Dico sempre che non è un bene per il calcio italiano che vinca sempre la stessa squadra. Un campionato competitivo servirebbe anche al business. L'immigrazione? Ne sono a favore, purché legale. Molti miei giocatori sia in America che alla Fiorentina sono figli di immigrati, vedi Boateng".