COMMISSO: “CHIESA? POTREMMO...”

COMMISSO: “CHIESA? POTREMMO...”

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Rocco Commisso, patron della Fiorentina, ha parlato questa mattina a “ViolaNation.com”. Ecco le sue dichiarazioni: "Sono circa due mesi che siamo a casa, andiamo solo a fare la spesa. Siamo sempre in contatto con l'Italia e con la nostra azienda, la Mediacom. Stiamo bene, considerando che ci sono molte persone e molte compagnie che stanno soffrendo molto. Sono orgoglioso di dire che abbiamo avuto un altro quarto di anno in crescita, non ci siamo mai fermati. Nonostante questa pandemia, siamo sempre in modalità lavoro".

Qual è il suo momento preferito da quando è arrivato a Firenze?
 "Ho più di un momento preferito da quando sono arrivato a Firenze, dal benvenuto all'interno del Franchi, alla prima partita, quando abbiamo perso senza lamentarci degli errori arbitrali, poi abbiamo perso a Genova e quindi abbiamo dominato la Juventus in casa. Un altro grande momento - io non ero in Italia - è stato la vittoria di Milano, con la standing ovation per Ribery. Ricordo molto bene la prima vittoria in casa davanti a me, con la SPAL, e quella con l'Atalanta in Coppa Italia. Ricordo anche la promessa fatta ad un bambino all'ospedale, gli ho detto che Chiesa non sarebbe andato via, e ho mantenuto la promessa".

Il momento negativo? 
"Un momento negativo è stato l'esonero di Montella, del quale non sono stato felice, ma serviva una svolta. Poi siamo stati colpiti dal virus in un momento in cui stavamo facendo bene, soprattutto a livello gestionale, con il mercato condotto sia per il presente sia per il futuro, con i lavori per il Centro Sportivo che procederanno e finiranno entro la fine del 2021, consegnandoci una casa meravigliosa".

Cosa pensa della sconfitta in casa della Juve? "Siamo stati multati, ma è stata la reazione a tutto quel che avevamo subito in mesi di silenzio. Pezzella a Verona è stato colpito, il giocatore che lo ha colpito non è stato punito e poi ha segnato il gol decisivo; poi Chiesa e Ribery sono stati maltrattati lungo il corso della stagione. Il secondo rigore di Torino non ci stava, la Juventus non ha bisogno di aiuti, e quindi mi sono fatto sentire. Non vengo in Italia per permettere che ci trattino peggio di altri, né meglio. Voglio parità di trattamento. Un po' come quando ero capitano in campo, ho voluto difendere la mia squadra".

Ci sono novità sul fronte stadio? 
"Ci siamo impegnati a capire cosa rende un club di successo, e se si guarda ai top 20 in Europa, una gran parte della loro crescita è partita con la costruzione di un nuovo impianto. La Fiorentina negli ultimi anni è arretrata invece che avanzare. Se si generano più introiti si possono comprare migliori giocatori, senza si va da poche parti. Il sistema delle leggi in Italia non permette facilmente di investire, si devono fare i conti con i monumenti e con la burocrazia, e anche se si promette di portare benefici alla città gli aiuti stentano ad arrivare. Vorremmo costruire lo stadio a Firenze, ma possiamo fare come le società di football americano, che costruiscono gli stadi all'esterno, nelle aree metropolitane. Voglio investire, e lo voglio fare velocemente e con tutto sotto controllo. Ad agosto abbiamo avuto la Coppa Italia al Franchi, con Barone ci dicevamo che dovevamo chiuderlo, non si poteva giocare in un campo del genere, bisognava renderlo presentabile per giocare in casa, ma erano tutti in vacanza... Stiamo cercando di parlare con la Sovrintendenza per cercare di allentare la presa su alcune regole: lo stadio non si deve guardare, si deve vivere. Il Franchi ha del potenziale, ma devono lasciarmelo sfruttare come dico io. Ci vuole cooperazione sette giorni su sette, non una volta ogni due settimane”.

La Fiorentina ha sempre più tifosi.
 "Sono felice di espandere la famiglia viola in altre nazioni, soprattutto ad Oriente, queste cose vanno promosse nel tempo, ma intanto ringrazio tutti coloro che sono diventati tifosi viola negli ultimi tempi, il supporto dei fan è fondamentale. Io parlo molto, lo faccio per il bene della Fiorentina, del calcio, del business, e mi piace rispettare tutti i mezzi di comunicazione, in Italia come altrove. Penso che Barone stia facendo un lavoro straordinario in Italia".

La squadra femminile è centrale nel suo progetto? â€¨"È uno dei miei obiettivi principali. Il Centro Sportivo è da intendere anche per loro, e per i nostri giovani, si alleneranno tutti insieme. Voglio assicurarmi che le ragazze abbiano tutte le opportunità di eccellere, in Italia e in Europa, ma servirà tempo, perché non abbiamo ancora ventimila persone allo stadio. Siamo andati a giocare contro l'Arsenal l'anno scorso, io voglio raggiungerle e superarle".

Soddisfatto della raccolta Forza e Cuore? â€¨"Non mi aspettavo così tanto, io ho messo subito 250000, ma in tre giorni siamo arrivati al doppio. È diventata la raccolta fondi più grande in America tra quelle destinate in Italia, tutti coloro che hanno legami con noi hanno aiutato e sono molto molto orgoglioso. Farò altre cose nei prossimi mesi, ma ringrazio davvero i tifosi e tutti coloro che hanno aiutato".

Favorevole ad una ripresa della Serie A? â€¨"Il campionato deve mettere la salute al primo posto, poi pensare a giocare, senza però distruggere la prossima stagione. Noi vogliamo giocare, potremo allenarci individualmente tra venerdì e sabato, insieme a partire dal diciotto maggio e poi forse saremo in campo a giugno. Nessuno può prevedere cosa succederà, io non lo so, ma l'importante è che la stagione successiva non venga danneggiata". 

Ci parli un po' delle persone che lavorano con lei.
 "La coppia Barone-Pradè è qualcosa di nuovo, Daniele lavora nella parte sportiva, Joe si occupa un po' di tutto. Joe è tornato a casa solo una volta, sta sempre in Italia. Non so come siano organizzate le altre squadre, io sono coinvolto. Non del tutto, ma un pochino... Non sono uno a cui piace molto cambiare, come Zamparini. Forse faccio errori, forse devo imparare, ma mi piace dare il beneficio del dubbio, mantenere vicine le persone che conosco, staff come giocatori. Quando siamo arrivati non abbiamo fatto cambiamenti, con l'eccezione di pochissime persone chi lavorava per la Fiorentina prima ha continuato a farlo".

Cosa devono aspettarsi i tifosi dal prossimo mercato?
 Penseremo allo stadio, ma è una cosa più a lungo termine. La stagione 19/20, potrei sbagliarmi, non verrà considerata per il fair play finanziario: ci saranno rivalutazioni, molti club stanno perdendo introiti e stanno valutando di rivedere i salari. Se i ristoranti chiudono, non comprano la materia prima per produrre cibo. E questa è la nostra linea di pensiero. Sopravviviamo, posso perdere 10/20 milioni e iscrivere la squadra l'anno prossimo, non so quanto aiuto potremo ricevere dal Governo, bisogna venirne fuori con le nostre forze. Anche i miei giocatori hanno subito un deprezzamento, come tutti gli altri. Nessuno è certo di cosa succederà, potremmo perdere un giocatore come Chiesa, ancora non si sa se vorrà andarsene e vogliamo, nel caso, che porti il giusto guadagno, ma potrebbero arrivarne altri. Serve aspettare".

Le piacciono i giovani viola? â€¨"La Fiorentina è un punto di arrivo, non di partenza per andare in squadre più forti. Avere una bandiera, un giocatore come è stato Antognoni, mi renderebbe l'uomo più felice del mondo. La crescita del nostro portiere, Dragowski, lo ha portato ad essere uno dei migliori del campionato. Guardate Chiesa, Castrovilli, Lirola, Milenkovic, lo stesso Sottil che non ha avuto molto spazio ma spero possa mostrare le sue grandi qualità in futuro. Vlahovic e gli altri possono diventare superstar qui alla Fiorentina, e sentire che vorrebbero diventare bandiere mi fa davvero felice".

Un saluto ai tifosi.
 "Concludo ringraziando tutti per l'accoglienza ricevuta a Firenze, muoio dalla voglia di tornare e abbracciare tutti, donne uomini e giovani, vado a vedere tutti giocare, sono tutti miei ragazzi, non perché sono il presidente, ma perché voglio loro bene".