Che rabbia pareggiare così. Grande Ribery, Montella...

Che rabbia pareggiare così. Grande Ribery, Montella...

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E' un lunedì particolarmente opaco per i fiorentini, nel giorno dopo la beffa di Parma contro l'Atalanta. Chiariamoci subito: per quanto visto in campo, la Dea non meritava assolutamente di perdere.

Non è stata la Fiorentina che ci aspettavamo, è stata lontana parente di quella ammirata con stupore e gioia contro la Juventus appena una settimana fa. Montella ha confermato modulo (3-5-2) e uomini, ma la prestazione è stata diversa. Troppo basso il baricentro, troppe palle perse, pochissimo gioco e la sensazione costante che gli avversari avessero il pallino del gioco in mano. Ma il risultato diceva altro, ed è questo che fa ribollire il sangue dei tifosi viola. Come è possibile che in una situazione di doppio vantaggio, all'84esimo minuto, si riesca nell'impresa di non portare a casa la vittoria? Va bene che nel calcio di oggi le partite non finiscono mai, ma così è troppo. Sul banco degli imputati, ovviamente, c'è soprattutto mister Montella. Ha giocato quasi tutta la partita senza centravanti, quando sembrava più che evidente ci volesse qualcuno in grado di tenere palla e far rifiatare la squadra, per poi inserirne due (Boateng non è un centravanti vero, ma il suo apporto alla fase difensiva è stato nullo) negli ultimi dieci minuti, quando invece la ragione avrebbe consigliato - almeno a noi, che non siamo allenatori - di coprirsi e difendere il vantaggio. Con il risultato che il pareggio di ieri ha il sapore della sconfitta, di due punti persi. Peccato, perché la vittoria sarebbe servita come il pane alla Fiorentina, sia dal punto vista della classifica che soprattutto dal lato psicologico: non vincere da metà febbraio a Ferrara può rappresentare un macigno nella mente dei giocatori, e dell'allenatore. Adesso c'è una gara che davvero diventa di vitale importanza, quella di mercoledì sera contro la Sampdoria: non vincere potrebbe essere un problema, perdere metterebbe veramente nei guai l'allenatore. Ma sforziamoci di pensare positivo: al Franchi sarà una Viola migliore di quella vista ieri e che, ci auguriamo, abbia imparato la dura lezione di Parma. Adesso l'unica cosa che conta è tornare a vincere.

 

Merita una menzione a parte, Franck Ribery. Non lo scopriamo adesso, chiaramente, ma ci sorprende ogni volta constatare con quanta facilità e voglia si sia calato nella nostra realtà e nel progetto Fiorentina. Anche ieri, una prova da applausi, non soltanto per il bellissimo e difficilissimo gol: tranquillità nel gestire la palla nel traffico, lucidità, personalità, qualche tunnel come fosse all'oratorio... e poi la perla su grande assist di un buonissimo Chiesa. Maestro. Franck, continua così e presto qualcuno ti vorrà Sindaco di Firenze.

 

 

Articolo di Giacomo Cialdi