Commisso: "Voglio tenere Chiesa. Sogno di arrivare a lottare per lo Scudetto"

Commisso: "Voglio tenere Chiesa. Sogno di arrivare a lottare per lo Scudetto"

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Rocco Commisso, proprietario e presidente della Fiorentina, ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport - Stadio:

"Barone sarà l'ad, ha seguito tutto dall'inizio. Antognoni sarà il riferimento della squadra e per la parte tecnica abbiamo Pradè, con Montella allenatore. Vi confesso che Pradè l'ho conosciuto appena arrivato in Italia, dopo i giorni milanesi. Ci siamo visti prima della mia partenza e abbiamo parlato a lungo, la prima volta quattro ore. Ci siamo piaciuti subito: è un gran lavoratore. Stessa cosa per Montella. Batistuta? Abbiamo parlato e continueremo a farlo. Se ci saranno le condizioni, sarà con noi. Ora è rientrato in Argentina per motivi personali. Non appena li avrà risolti, riprenderemo a parlare. Non è una bandiera della Fiorentina, è un bandierone... Nella nostra famiglia viola c'è posto anche per lui. Chiesa? Non ho voluto disturbare lui e la sua concentrazione. Non ho chiamato neanche il padre per lo stesso motivo: stava giocando un Europeo importantissimo. Ho fiducia di tenerlo con noi e di renderlo una bandiera, costruendogli una squadra attorno. Siamo orgogliosi di lui: è figlio del settore giovanile, simbolo di una squadra e già azzurro. Se era atteso tutto questo entusiasmo? No, come potevo saperlo? Ma soprattutto, lo stesso calore è stato riservato anche a mia moglie... Indirettamente mi ha spinto proprio lei ad acquistare la Fiorentina. Sapeva che volevo affacciarmi sul calcio italiano e mi ha detto di prendere la squadra di una bella città. Il Calcio Storico poi mi ha fatto fare un viaggio nelle tradizioni, è stato bellissimo. L'unica paura che ho è quando toccano la reputazione mia, o della mia famiglia. Sono scherzoso e aperto ma sempre molto rispettoso. Paura di non comprarla non l'ho avuta, ma il timore di essere scavalcato da qualcun altro sì. Sentivo parlare dei due sceicchi dal Qatar e una cosa simile mi era già successa con il Milan. Stavolta però è andato tutto bene, e poi i soldi qui sono tutti nostri, non come chi ha a che fare coi fondi. Ho rischiato ancora una volta nella mia vita. I migliori affari che ho accettato sono stati tutti di corsa, sono un istintivo. Il 24 maggio ho firmato la lettera di intenti con i Della Valle, per comprare il club. Ho chiesto che Barone venisse al Franchi, poi abbiamo saltato anche la fase della due diligence, quella in cui si calcolano i rischi. Se la Fiorentina fosse retrocessa, forse non sarei qui: anche la squadra ha fatto la sua parte. Firenze merita una bella squadra, per rincorrere il desiderio di vincere sempre. USA? Non ci volevo andare mica. Avevo 12 anni e andavo bene a scuola... In più non conoscevo l'inglese. Senza sogni non si vive, e io sogno che, in un tempo che non posso quantificare, di portare la Fiorentina in alto, anche a lottare per lo Scudetto. L'ho detto fin dall'inizio: c'è da provare a interrompere l'egemonia della Juventus".