Batistuta: "Ho pensato di amputarmi la gamba. Sono rimasto a Firenze perché..."

Batistuta: "Ho pensato di amputarmi la gamba. Sono rimasto a Firenze perché..."

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Su "7", supplemento del Corriere della Sera, troviamo una lunga intervista a Gabriel Omar Batistuta. Questo un estratto, cominciando dalle sue condizioni di salute: "Le mie caviglie sono fragili per costituzione, non ho mai potuto giocare al 100%. Sono stato torturato dalle distorsioni. Andavo avanti a furia di infiltrazioni e antidolorifici. L'impegno con la società, con il pubblico, con me stesso era troppo importante. Scendevo in campo in condizioni impossibili. Ero il Re Leone, Batigol il guerriero e stringevo i denti. Quando smisi di giocare, provavo un dolore così grande che arrivai a chiedere ad un amico medico di amputarmi la gamba. Ora sto bene. Tra 40 giorni sapremo se potrò tornare a camminare normalmente".


Sul suo trasferimento a Firenze: "Era la mia occasione, lo sentivo. Ma mi trovai a disagio. La città mi sembrava piccola e tutto era antico. Solo più tardi mi resi conto della meraviglia che avevo intorno. Solo più tardi compresi che i fiorentini, così ironici, esigenti e un po' incazzati, mi somigliano. Rifiutai offerte straordinarie, Real Madrid compreso. Ma a me non piaceva vincere facile. Ribaltare il tavolo e battere i favoriti, quella sì che era vita".